Isolamento Termico Interno (ITI) “a Secco” oppure “Igroscopico”

  Fino a pochi anni fa chiamavamo “Cappotto Interno” quello che ora definiamo meglio come l’Isolamento Termico Interno e ne sconsigliavamo l’utilizzo.
 Non si tratta solo di una modifica formale ma della presa d’atto che sono differenti sistemi di coibentazione con diverse problematiche da affrontare con attenzione.
 Lo utilizzavamo raramente nelle ristrutturazioni e solo in mancanza di alternative.
 Il primo problema è come evitare i Ponti Termici ma non è quello il più grave.
 Il rischio principale che si corre è la condensa all’interno degli strati di isolamento con formazione di muffa soprattutto se l’involucro è a tenuta d’aria.
 Oggi sappiamo gestire e prevedere questo pericolo con il supporto di nuove tecniche di calcolo e software collaudati (Wufi, Delphin).
 Quale isolamento Interno?
 Ci sono due tipi di Isolamento Termico Interno detto per semplicità ITI:
1- A secco ;
 Entrambi sono valide soluzioni per ottenere un involucro a bassa dispersione ed ognuno ha i suoi pregi e difetti, va valutato con attenzione quale dei due sia il più adatto in ogni caso specifico anche se resta sempre preferibile un Cappotto Termico Esterno.
 I principali fattori che determinano la scelta sono:
Materiali con cui è realizzato l’involucro, condizioni dell’esterno, presenza di ponti termici, destinazione degli ambienti interni.
  Ma è l’esperienza del progettista termotecnico che deve trovare la soluzione adeguata sempre diversa per ogni intervento.
 L’Isolamento Termico Interno è molto importante per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti soprattutto quelli di valore storico con facciate vincolate o comunque di pregio, dove è improponibile il cappotto esterno.
 Molto importante è trovare il sistema per ospitare gli impianti (le tracce per le guaine elettriche e le scatole degli interruttori, i tubi degli scarichi e dell’acqua calda sanitaria) facendo in modo che questi siano a “tenuta d’aria“.
 Per prima cosa il progettista dovrà stabilire dove sarà il perimetro della “tenuta d’aria” che comunque dovrà sempre essere sul “lato caldo” del perimetro isolante, poi si passerà alla scelta del tipo di ITI.
 Quindi dovrà dedicarsi allo studio dei vari nodi:
  •  dove l’isolante di collega al falso telaio del serramento (Nodo Primario);
  •  dove si collega con l’isolamento a soffitto e a pavimento.

 Completato questo processo l’involucro ottenuto garantirà il miglior comfort possibile a chi vivrà all’interno degli ambienti riqualificati.

 Raggiungere una classe CasaClima GOLD o lo standard PassivHaus non è impossibile neppure in casi di palazzo storici con vincoli molto limitanti. 
Isolamento Termico Interno

 

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